Now Reading
UE, camion inquinanti: Siemens, Unilever, Maersk e DFDS si uniscono alla coalizione di imprese a sostegno del fine vendita al 2035
A Trento il Mercatino fa il botto 

UE, camion inquinanti: Siemens, Unilever, Maersk e DFDS si uniscono alla coalizione di imprese a sostegno del fine vendita al 2035

Sono 44 le aziende favorevoli all’obiettivo “emissioni zero” per i nuovi mezzi pesanti per la logistica al 2035, con una deroga di cinque anni per quelli professionali. Un traguardo definito “necessario” per completare la sostituzione della flotta di camion inquinanti e consentire all’Unione Europea di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Roma, 8 dicembre 2022 – “L’UE è chiamata a dare prova di leadership per la salvaguardia del clima e per il mantenimento della sua competitività industriale: due obiettivi che possono essere raggiunti garantendo che tutti i nuovi mezzi per il trasporto merci siano a zero emissioni a partire dal 2035”. Lo afferma un’ampia coalizione di aziende [1] in una lettera alla Commissione Europea. Nella missiva – firmata da 44 brand riconosciuti a livello mondiale tra cui Siemens, Maersk, Unilever e PepsiCo – l’obiettivo del 2035 viene definito non solo “raggiungibile” ma anche “necessario” per completare tempestivamente la sostituzione della flotta di camion alimentati a combustibili fossili e consentire così alla UE di centrare la neutralità climatica entro il 2050.

Secondo le aziende, un obiettivo “emissioni zero” per i nuovi mezzi pesanti per la logistica al 2035 darebbe ai produttori dei veicoli una prospettiva industriale certa, spingendoli a concentrare i loro investimenti sullo sviluppo di nuovi mezzi elettrici e a idrogeno verde e sull’ampliamento dell’offerta. I principali produttori di camion hanno già annunciato che entro il 2030 metà dei loro mezzi in vendita sarà a zero emissioni [2]. Tuttavia, osservano i firmatari, sono necessarie regole vincolanti per orientare in modo chiaro l’industria e sostenerne gli impegni, affinché la transizione si realizzi in tempo utile per salvaguardare il clima.

La coalizione sottolinea che per alcune categorie di veicoli di nicchia, come i camion da cantiere, sarebbe possibile fissare un traguardo più lontano nel tempo, ovvero al 2040, per il raggiungimento della piena decarbonizzazione [3]. La Commissione Europea pubblicherà la sua proposta di nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per i camion nei prossimi mesi.

“La decarbonizzazione delle nostre attività logistiche è fondamentale per raggiungere il nostro obiettivo di zero emissioni nette al 2039. Come azienda che sposta grandi quantità di merci, abbiamo fatto grandi progressi nel limitare le nostre emissioni migliorando sensibilmente l’efficienza e riducendo il numero di camion in circolazione. Ma come industria possiamo fare di più”, ha commentato Michelle Grose, Vicepresidente della logistica e dell’approvvigionamento globale di Unilever. “Insieme ai nostri partner EV100+, vogliamo inviare un segnale forte alla Commissione Europea e all’industria in generale, affinché tutti i nuovi camion per il trasporto merci siano a emissioni zero a partire dal 2035. Le soluzioni per la decarbonizzazione sono già qui, ma va aumentata l’offerta di camion puliti”.

Per garantire una sufficiente offerta di mezzi puliti già nella seconda metà di questo decennio, spiegano ancora i firmatari, sarà anche necessario fissare per i produttori di camion un obiettivo intermedio di riduzione del 30% delle emissioni al 2027 – a oggi non previsto dalla normativa dell’Unione – e stabilire per il 2030 un traguardo più ambizioso (-65%) rispetto a quello attualmente vigente.  Le aziende chiedono inoltre alla Commissione Europea di resistere alle richieste di includere meccanismi di credito per i carburanti negli obiettivi climatici per i mezzi pesanti della logistica, poiché essi non contribuirebbero a risolvere il problema delle emissioni e sovrapporrebbero strumenti normativi diversi tra loro minandone l’efficacia.

“La decarbonizzazione dei mezzi pesanti per le merci entro il 2035 è realistica ma richiede decisioni ambiziose e investimenti significativi”, ha dichiarato Torben Carlsen, CEO della compagnia danese di traghetti, trasporti e logistica DFDS. “Con il primo dei 125 camion elettrici di DFDS già in funzione e gli altri in arrivo nel 2023, stiamo vedendo i nostri investimenti trasformarsi in realtà. Tuttavia, senza una rapida diffusione delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento la sfida non sarà semplice. Per riuscire in questa transizione abbiamo bisogno di un obiettivo ambizioso per i camion a zero emissioni entro il 2035 e di una rete elettrica dotata di sufficiente capacità e pronta per tempo”.

Le aziende chiedono inoltre ai legislatori di Bruxelles di definire al più presto obiettivi ambiziosi per realizzare le infrastrutture di ricarica e rifornimento previste dal regolamento AFIR. Una revisione della legge, nel 2024, dovrebbe garantire che questi target siano in linea con i livelli di diffusione sul mercato previsti per i camion elettrici e a idrogeno. Sarà inoltre necessario un sostegno finanziario mirato per i primi utilizzatori e le PMI per far fronte ai costi di acquisto dei camion a zero emissioni che, al momento, sono superiori a quelli sostenuti per i mezzi con motore endotermico. 

“Sosteniamo la leadership della Commissione Europea nel passaggio dai camion alimentati con fonti fossili ad alternative pulite a zero emissioni. Questi mezzi non solo contribuiranno agli obiettivi climatici europei e internazionali ma sosterranno la futura competitività industriale dell’Unione”, ha detto Sandra Roling, Diretttrice dei Trasporti di Climate Group. “I membri della nostra iniziativa EV100+ già oggi sono impegnati a convertire le loro flotte internazionali verso veicoli a emissioni zero entro il 2040, anche per i mezzi più pesanti. Un obiettivo chiaro sul phase out di questi ultimi al 2035 accelererà lo sviluppo del mercato, fornendo certezza di investimento a tutte le parti interessate”.

Gli autocarri rappresentano solo il 2% dei veicoli in circolazione in Europa, ma sono responsabili di oltre un quarto delle emissioni di CO2 dal settore stradale [4]. Il trasporto su gomma e i veicoli pesanti rappresentano anche una delle maggiori fonti di inquinamento da particolato (PM) e ossidi di azoto (NOx). Un fenomeno che secondo le stime causa 350.000 morti premature all’anno nella UE [5]. 

FINE

Note per i redattori:

[1] L’ampia coalizione comprende produttori di mezzi pesanti per la logistica, operatori di trasporto, spedizionieri e rivenditori, fornitori di energia, operatori di infrastrutture e aziende della catena di valore dell’elettromobilità e dell’idrogeno verde. Le 44 aziende sono: 

APL Logistics, Arrival (UK), Avere, Avitron (PL), Cargotec (FI), CEE GTI – Central & Eastern European Green Transport Initiative, Calstart/ Drive to Zero, Contargo (DE), CNL – Council for sustainable logistics (AT), Currys, DFDS, Elocity (PL), Ekoen (PL), Ekoenergetyka (PL), Emobility Work Hub (PL), Climate Group EV100+, Colruyt Group, Fastned, Fundacja Promocji Pojazdów Elektrycznych (PL), LKW Walter (AT), Lime, Maersk (DK), Milence (former CVC Europe), Nippon Express, Novo Nordisk (DN), Oatly (SE), Orsted (DN), PIRE – Polish Chamber of Electromobility Development (PL), Platform for Electromobility, PepsiCo, 

PSPA – Polskie Stowarzyszenie Paliw Alternatywnych (PL), Royal Mail (UK), Siemens (DE), SEVA – Slovak Electric Vehicle Association (SL), Schachinger Logistik (AT), Smart Freight Center, Swiss Post (CH), Stacjeladowania (PL), Tevva, Unilever, Van der Wal (NL), Vattenfall (SE), Volta Trucks (SE), WattEV (US).

[2] Transport & Environment (2021). Easy Ride: why the EU truck CO2 targets are unfit for the 2020s. Link

See Also

[3] La richiesta della coalizione prevede una distinzione tra i mezzi pesanti adibiti al trasporto merci e i cosiddetti “vocational trucks” o camion professionali (per esempio i camion da cantiere, o quelli utilizzati nei servizi di raccolta dei rifiuti): per questi ultimi le prospettive di elettrificazione sono maggiormente complesse e richiedono più tempo. 

[4] UNFCCC (2019). GHG data from UNFCCC. Link

[5] European Environment Agency (2021). Sources and emissions of air pollutants in Europe. Link. Health impacts of air pollution in Europe. Link.

CHI SIAMO

T&E è un’organizzazione no-profit e politicamente indipendente con sede a Bruxelles, che da oltre 30 anni promuove la sostenibilità̀ del settore trasporti europeo attraverso un cambiamento delle politiche dell’UE e globali che regolano il settore trasporti. La visione di T&E è un sistema di mobilità a emissioni zero, accessibile a tutti, sicuro e con un impatto minimo sulla salute, sul clima e sull’ambiente. 

Fondata nel 1990, T&E rappresenta 63 organizzazioni di 26 paesi in tutta Europa, principalmente gruppi ambientalisti che lavorano per politiche di trasporto sostenibile a livello nazionale, regionale e locale. Tutti insieme i membri e sostenitori di T&E rappresentano più di 3,5 milioni di persone. Il lavoro nazionale è ulteriormente supportato dalla rete di uffici nazionali nelle principali capitali europee: Madrid, Roma, Parigi, Berlino, Londra e Varsavia.  

T&E crede nella trasparenza e ogni anno pubblica la lista dei propri finanziatori nel proprio rapporto annuale.

What's Your Reaction?
Excited
3
Happy
0
In Love
1
Not Sure
1
Silly
0

© 2021 Green Press Environmedia - Servizi Editoriali.
Martina Valentini p.iva 02089320515. Tutti i diritti riservati.

Scroll To Top