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Autumnus, presenze in aumento e nuove prospettive. “Fare rete è la chiave per crescere ancora e diventare un modello”

Autumnus, presenze in aumento e nuove prospettive. “Fare rete è la chiave per crescere ancora e diventare un modello”

Un’affluenza superiore al 90% negli oltre 200 appuntamenti in programma incorona la sesta edizione della rassegna. Il confronto sulle strategie di export traccia il cammino futuro: la cooperazione interna e la formazione continua come leve fondamentali per affermarsi con successo nei contesti nazionali e internazionali. Piazza Mostra si conferma il fulcro dell’evento, lasciando anche un segno di sostenibilità concreta grazie al recupero degli allestimenti verdi per il giardino della scuola Gorfer e l’arredo urbano.

Trento – Un tasso di partecipazione superiore al 90% negli oltre 200 appuntamenti in calendario e una rete sempre più ampia di produttori, professionisti, istituzioni e realtà del territorio. È la fotografia della sesta edizione di “Autumnus – I frutti della Terra Città di Trento”, che per undici giorni, dall’1 all’11 ottobre, ha portato nel centro storico degustazioni, laboratori, incontri, showcooking e cene d’autore, confermando la solidità del format e aprendo nuove prospettive per la promozione delle produzioni trentine.


“I dati di affluenza premiano un lavoro di squadra articolato, che coinvolge una rete capillare di enti e soggetti”, rimarca Marco Lazzeri, presidente della ProLoco Centro Storico di Trento, che ha organizzato la rassegna. “La risposta è stata estremamente positiva, in particolare da parte di chi si è avvicinato per la prima volta ad Autumnus. Il dialogo con professionisti e interlocutori di profilo assoluto deve diventare sempre più parte integrante del nostro percorso: è soprattutto attraverso queste relazioni che possiamo crescere e alzare ancora l’asticella”.


In tale prospettiva si inserisce l’incontro dedicato alle nuove geografie dell’export, che ha portato a Trento un confronto sulle sfide e sulle opportunità per il settore enogastronomico e vitivinicolo. “È un segnale chiaro della direzione che Autumnus deve prendere – prosegue Lazzeri –: non limitarci a raccontare le nostre eccellenze a chi viene in città, ma lavorare perché siano conosciute anche altrove. Per farlo servono progettualità, formazione e la capacità di comunicare sempre meglio ciò che produciamo”.

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Una sfida che riguarda in particolare il comparto vitivinicolo. “Riuscire a riunire il mondo dei vini trentini è un risultato significativo per un progetto partito da zero come il nostro. Autumnus può diventare un punto di partenza per promuovere insieme i nostri vini e il territorio da cui nascono”. La prospettiva è dunque quella di un modello riconoscibile, capace di rappresentare il Trentino anche oltre i confini nazionali. “Il principio deve essere quello di “competere fuori, cooperare dentro”: fare sistema all’interno della nostra comunità è una condizione necessaria per essere competitivi nei contesti nazionali e internazionali. Il dialogo con le istituzioni è aperto e costruttivo, ma per crescere ulteriormente serve una progettualità di ampio respiro. Dobbiamo affiancare ai momenti di festa percorsi continuativi di formazione e confronto, fornendo agli operatori gli strumenti per diffondere al meglio la qualità dei nostri prodotti”.

Tra gli elementi caratterizzanti di questa edizione, piazza Mostra è stata il cuore della manifestazione, “non soltanto per la presenza del mercato, ma perché è diventata un luogo di incontro e di relazione”, rivendica Lazzeri. “Ci abbiamo creduto con convinzione e i risultati ci hanno dato ragione: è uno spazio in cui produttori e pubblico possono conoscersi e confrontarsi direttamente”. Un’attenzione al valore della comunità che si riflette anche nei principi di sostenibilità concreta dell’evento: l’allestimento delle aree verdi della piazza è stato infatti donato e destinato al ripristino dei tappeti erbosi del giardino della scuola Gorfer e dell’area verde del giardino F.lli Michelin, mentre le piante in vaso sono state reimpiegate per l’abbellimento delle fioriere del centro storico, lasciando un beneficio tangibile a Trento ben oltre la conclusione della manifestazione. 

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