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Bartolomeo Bezzi, artista dimenticato. A Ossana una Giornata di studio a cento anni dalla sua scomparsa.
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Bartolomeo Bezzi, artista dimenticato. A Ossana una Giornata di studio a cento anni dalla sua scomparsa.

Sabato prossimo, 26 agosto, al teatro comunale di Fucine si terrà un convegno inserito nel ricco programma di iniziative per celebrare il pittore solandro nel centenario della morte: la vita e le opere di uno degli artisti trentini più influenti dell’Ottocento saranno ripercorsi con interventi di esperti e video-proiezioni.

Ossana (TN), 22 agosto 2023 – È considerato come uno dei pittori trentini dell’Ottocento maggiormente influenti e significativi, nonché uno dei principali esponenti artistici dell’Italia del suo tempo. Eppure Bartolomeo Bezzi e le sue opere sono ancora oggi decisamente sottovalutati. Per questo, in occasione del centenario della sua scomparsa, Ossana gli dedica la Giornata di studio “Bartolomeo Bezzi, un protagonista dimenticato dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento”. L’appuntamento, in programma per sabato prossimo, 26 agosto, al teatro comunale di Fucine di Ossana (dalle 9.30 alle 17), è inserito nell’articolo programma di iniziative per celebrare il pittore solandro.

 Bartolomeo Bezzi con la moglie Isabella, la figlia Pia e due amiche al Lido di Venezia, 1907, Terzolas, Biblioteca del Centro Studi per la Val di Sole, fondo Bartolomeo Bezzi.


Nel corso del convegno, inaugurato dai saluti istituzionali dalla sindaca di Ossana, Laura Marinelli e dal presidente del Centro Studi per la Val di Sole, Marcello Liboni, si susseguiranno gli interventi di diversi esperti che ricostruiranno lo straordinario percorso artistico di Bezzi, approfondendo gli aspetti che più e meglio lo hanno caratterizzato.

Nella sessione mattutina prenderanno la parola Elisabetta Staudacher, storica dell’arte milanese, responsabile dell’archivio storico della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente (“La formazione di Bezzi a Milano, dall’Accademia di Brera alla Permanente”), Elena Casotto, storica dell’arte padovana, specializzata nello studio dell’arte veneta del secondo Ottocento e del primo Novecento (“Maestro e compagno. Bartolomeo Bezzi e gli artisti veronesi”), Silvia Bruno, giornalista di Rovereto e autrice di una tesi di dottorato di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia su Bezzi (“Per essere io, volere o no, un antesignano: la strategia culturale di Bartolomeo Bezzi tra Monaco e Venezia”) e Alberto Cibin, docente a contratto di critica d’arte all’Università Ca’ Foscari di Venezia (“Bartolomeo Bezzi negli orizzonti critici di Barbantini e Ojetti”).

Bartolomeo Bezzi, Ritratto della moglie Isabella Dal Lago, 1892 circa, Terzolas, Biblioteca del Centro Studi per la Val di Sole, fondo Bartolomeo Bezzi.


La sessione pomeridiana si aprirà con la proiezione, in anteprima, di un video incentrato sulla vita di Bartolomeo Bezzi realizzato dall’Aref, Associazione culturale e artistica intitolata ai pittori Emilio Rizzi e Giovan Battista Ferrari (testi di Salvatore Ferrari, coordinamento e voce di Roberto Ferrari, post produzione Federica Bertella).

Seguiranno le relazioni di Marcello Nebl, storico dell’arte, artista e curatore della mostra dedicata a Bezzi che aprirà a settembre al palazzo assessorile di Cles (“Bartolomeo Bezzi a Cles: opere, documenti, testimonianze”), Roberto Pancheri, storico dell’arte, dottore di ricerca e conservatore museale al Castello del Buonconsiglio, curatore della mostra su Bezzi (“Bartolomeo Bezzi. Scene di vita quotidiana, ritratti e vedute”) aperta a Castel Caldes fino al 5 novembre (“Incontri improbabili: Bartolomeo Bezzi, Andrea Mantegna e Francesco Guardi”) e Stefania Dalla Serra, laureata in conservazione dei beni culturali, bibliotecaria e responsabile del progetto di digitalizzazione del fondo Bezzi (“L’archivio ritrovato. Il fondo Bezzi del Centro Studi per la Val di Sole”).

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La Giornata di studio sarà moderata dallo storico dell’arte Salvatore Ferrari, che insieme a Stefania Dalla Serra e a Mauro Pancheri ha curato la mostra documentaria su Bezzi aperta fino all’8 ottobre (visitabile il venerdì e il sabato, dalle 14 alle 18) al palazzo “alla Torraccia” di Terzolas.

In attesa dell’evento, giovedì 24 agosto alle 20.30 a Terzolas, avrà luogo la presentazione del volume di Elisabetta Staudacher intitolato “L’arte è fatta per chi la capisce. Lettere di Gaetano Previati nell’archivio della Permanente di Milano” (Leonardo J. Edizioni, 2023). Bezzi fu amico del pittore Previati: tra il maggio e il luglio del 1879, gli concesse infatti l’opportunità di utilizzare il suo studio milanese in via Ciovasso per dipingere “Gli ostaggi di Crema”, grazie al quale lo stesso Previati avrebbe vinto il concorso “Canonica” indetto dall’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il convegno è organizzato dal Centro Studi per la Val di Sole e dal Comune di Ossana. Il cartellone di appuntamenti per omaggiare il pittore  nato a Fucine di Ossana nel 1851 e morto a Cles nel 1923 è elaborato dall’associazione culturale in collaborazione con l’amministrazione comunale di Ossana e con il sostegno dell’Aref di Brescia, del BIM dell’Adige, della Cassa Rurale Val di Sole e del Comune di Terzolas.

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