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Ecco i dati che condannano gli e-fuels

Ecco i dati che condannano gli e-fuels

“Inquinanti come la benzina, costosi e inadatti 

a decarbonizzare il trasporto auto in Europa”

Altrettanti ossidi di azoto, un ammontare triplo di monossido di carbonio e un quantitativo doppio di ammoniaca: i test della società di ricerca IFP Energies Nouvelles smentiscono le presunte virtù dei carburanti sintetici nelle auto. I costi inoltre sono proibitivi: in cinque anni ogni conducente pagherebbe 10mila euro in più rispetto alla spesa prevista per l’impiego di un’auto elettrica a batteria

Roma, 6 dicembre 2021 – L’uso dei carburanti sintetici nelle automobili non produrrebbe un miglioramento della qualità dell’aria dei centri urbani. È la conclusione dei test della società di ricerca IFP Energies Nouvelles commissionati da Transport & Environment (T&E). Gli esami condotti sui veicoli, infatti, hanno evidenziato livelli di emissione di ossidi di azoto (NOx) del tutto simili a quelli rilevati sulle automobili alimentate dai combustibili fossili. I dati, insomma, smentiscono le presunte virtù dei cosiddetti e-fuels, propagandati da tempo dall’industria fossile come soluzione transitoria per prolungare la vita dei motori a diesel e a benzina.

Realizzati combinando CO2 e idrogeno estratto mediante elettrolisi, i combustibili sintetici sono chimicamente simili ai carburanti tradizionali, oltre che caratterizzati da alti costi di produzione e da un significativo impatto ambientale. Accanto alle elevate emissioni di NOx, infatti, l’analisi di IFP ha evidenziato come i motori alimentati dagli e-fuels producano addirittura molto più monossido di carbonio e ammoniaca rispetto ai loro omologhi a benzina standard E10 EU.

Test impietosi: l’ammoniaca raddoppia

I test, che hanno confrontato le emissioni di un’auto in grado di utilizzare benzina e tre diverse miscele di e-fuels, segnalano in particolare come la combustione di carburante sintetico generi un quantitativo di monossido di carbonio tre volte superiore a quello prodotto bruciando il combustibile tradizionale che priva cuore e polmoni di ossigeno. Pessimi anche i dati sulle emissioni di ammoniaca, un elemento che, combinandosi con altri composti presenti nell’aria, forma il pericoloso PM2.5 a cui sono associati gravi rischi per la salute (asma, malattie cardiache e cancro) e per i quali non esistono livelli sicuri di inquinamento. Nel confronto con l’alimentazione a benzina, infatti, il quantitativo di ammoniaca prodotta con l’impiego degli e-fuels può addirittura raddoppiare. Pur generando meno particolato rispetto al carburante tradizionale, infine, il combustibile sintetico rilascia più di due miliardi di particelle per ogni chilometro percorso.

“I test effettuati confermano l’inadeguatezza degli elettro-combustibili nella decarbonizzazione del parco veicolare”, ha commentato Veronica Aneris, Direttrice di Transport & Environment Italia. “Oltre ad essere inefficienti e costosi, non risolvono il macro problema della qualità dell’aria, un dettaglio non trascurabile per l’Italia che  si è confermata maglia nera in Europa per morti da ossidi di azoto, anche quest’anno.”

Un combustibile per ricchi 

Il riferimento corre alle proposte dell’industria automobilistica che da tempo chiede l’inserimento dei carburanti sintetici nel Regolamento sugli standard di CO2 per auto e furgoni.. Una scelta sbagliata sotto il profilo ambientale ed economico. Tale richiesta, rivela infatti una  ricerca di T&E, si tradurrebbe in un forte aumento dei costi per i conducenti: circa 10mila euro in più in cinque anni per ogni veicolo nel confronto con la spesa prevista per l’impiego di un’auto elettrica a batteria. 

Gli alti costi di produzione del carburante sintetico, inoltre, producono un’identica spesa aggiuntiva per le auto di seconda mano riadattate per l’impiego degli stessi e-fuels che, a conti fatti, risultano dunque inadeguati a decarbonizzare la flotta esistente.

Un carburante scarso e ad alta intensità energetica

Nonostante il clamore suscitato, non esistono al momento carburanti sintetici in vendita (per eseguire i test, IFP Energies Nouvelles ha dovuto produrne da sola circa 100 litri). La produzione commerciale  degli e-fuels, inoltre, è anche molto meno efficiente dal punto di vista energetico rispetto ai veicoli elettrici. Di fatto, come dimostra uno studio indipendente svolto per T&E, per rifornire un 10% di nuovi veicoli con E-fuels invece di elettrificarli direttamente, si dovrebbe produrre il 23% di elettricità da fonti rinnovabili in più. Per questa ragione, i combustibili sintetici dovrebbero essere indirizzati prioritariamente agli aerei che, nella maggior parte dei casi, non possono usare le batterie per ridurre le loro emissioni e che attualmente bruciano combustibili fossili.

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“I carburanti sintetici hanno perso la corsa per la decarbonizzazione dei veicoli anche se la gara, in realtà, non è mai iniziata” dichiara ancora Veronica Aneris.La troppo spesso invocata neutralità tecnologica non può andare a scapito della salute dei cittadini e di un uso razionale delle risorse. L’auto elettrica a batteria è la soluzione più pulita ed efficiente per decarbonizzare il trasporto su strada, e qualsiasi diversione a favore dei carburanti sintetici è una nuova prospettiva di vita per i vecchi motori inquinanti”. Ad oggi, gli eurodeputati e i governi nazionali dell’UE stanno valutando una proposta della Commissione europea che impone la vendita esclusiva di auto nuove a emissioni zero nel 2035 senza alcuna deroga per i motori alimentati con il carburante sintetico.

Per approfondire: Magic green fuels – Why synthetic fuels in cars will not solve Europe’s pollution problems

CHI SIAMO

T&E è un’organizzazione no-profit e politicamente indipendente con sede a Bruxelles, che da oltre 30 anni promuove la sostenibilità̀ del settore trasporti europeo attraverso un cambiamento delle politiche dell’UE e globali che regolano il settore trasporti. La visione di T&E è un sistema di mobilità a emissioni zero, accessibile a tutti, sicuro e con un impatto minimo sulla salute, sul clima e sull’ambiente. 

Fondata nel 1990, T&E rappresenta 63 organizzazioni di 26 paesi in tutta Europa, principalmente gruppi ambientalisti che lavorano per politiche di trasporto sostenibile a livello nazionale, regionale e locale. Tutti insieme i membri e sostenitori di T&E rappresentano più di 3,5 milioni di persone. Il lavoro nazionale è ulteriormente supportato dalla rete di uffici nazionali nelle principali capitali europee: Madrid, Roma, Parigi, Berlino, Londra e Varsavia.  

T&E crede nella trasparenza e ogni anno pubblica la lista dei propri finanziatori nel proprio rapporto annuale

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